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Grotte di Stiffe

GROTTE DI STIFFE. Le Grotte di Stiffe sono, tecnicamente parlando, una risorgenza, cioè il punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo; nel caso di Stiffe questo punto è situato all'apice della forra che sovrasta il piccolo paese omonimo.

GROTTE DI STIFFE. Le Grotte di Stiffe sono, tecnicamente parlando, una risorgenza, cioè il punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo; nel caso di Stiffe questo punto è situato all'apice della forra che sovrasta il piccolo paese omonimo.

La presenza del corso d'acqua, che in alcuni periodi dell'anno raggiunge portate considerevoli, è sicuramente la caratteristica più importante delle Grotte, che a volte sono percorse da un piccolo ruscello le cui acque mormorano e bisbigliano, altre volte vengono attraversate da un fiume che si precipita a valle lungo rapide e cascate con un boato assordante.

La risorgenza di Stiffe è conosciuta da molti anni dagli abitanti del luogo, infatti esistono documenti che ne fanno risalire la conoscenza dei primi ambienti in tempi molto lontani. Proprio la presenza di un copioso corso d'acqua all'interno della grotta ha permesso, agli inizi del XX secolo, la costruzione di una centrale idroelettrica: alimentata dalle acque trasportate a valle per mezzo di una condotta forzata, di cui qualche tratto è ancora visibile in prossimità dell'ingresso, ed ha costituito fonte di energia sino alla sua distruzione avvenuta durante la seconda guerra mondiale.  Il progetto di valorizzazione turistica della grotta risale a oltre trent'anni fa, ma solo negli anni ottanta si è provveduto alla realizzazione dello stesso, per giungere, nel 1991, all'inaugurazione del Complesso Turistico "Grotte di Stiffe".

Se, dopo aver visitato virtualmente questo sito, vorrai venire a trovarci, sappi che, mettendoti in contatto con il nostro centro prenotazioni, avrai tutte le informazioni di cui hai bisogno; in tal senso, è particolarmente indicato telefonare durante il periodo invernale e primaverile, poiché in qualche giorno dell'anno, a causa delle piene, le condizioni meteorologiche all'interno della grotta ne rendono impossibile la visita. Le Grotte di Stiffe sono aperte tutti i giorni dell'anno dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.

La visita dura 50 minuti ed è guidata.

Il costo del biglietto d'ingresso, che include la visita guidata della Grotta e l'accesso al Museo di Speleologia: biglietto  : euro: 10,00. buiglietto ridotto convenzione con il San Colombo (solo con voucher firmato dalla struttura): euro: 7,50. bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni (con voucher frimato dalla struttura).

Gratuità per bambini di età inferiore ai 6 anni.

La visita è guidata e dura circa 50 minuti.

La temperatura interna è di circa 10°

Per Gruppi superiori alle 20 persone è consigliabile prenotare la visita, se si vuole usufruire del biglietto ridotto per tutti i partecipanti.

Le tariffe e gli orari potrebbero subire minime variazioni nei periodi di maggiore afflusso, per cui, prima della visita consigliamo di chiamare il Centro prenotazioni delle Grotte di Stiffe al numero telefonico 0862 86142, oppure chiedere al personale della Reception del San Colombo

Nel periodo che va da Novembre ad Aprile, a causa delle incerte condizioni meteorologiche, è sempre consigliabile telefonare preventivamente.Durata di ogni visita: 50 minuti

Temperatura interna: 10 gradi centigradi (la temperatura all'interno della grotta resta costante per tutto l'anno).  Info e prenotazioni: +39 0862 86142 Fax: +39 0862 86111 Email: info@grottestiffe.it Ingresso grotta: +39 0862 86100   

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Escursioni libere sugli Altipiani del Gran sasso

Escursioni libere sugli Altipiani del Gran Sasso

L'Anello di S. Maria del Monte

Attraverso uno degli angoli più suggestivi di Campo Imperatore. La partenza è dal Lago Racollo, sulla strada che da S. Stefano di Sessanio raggiunge Campo Imperatore. In direzione dell'omonimo rifugio si segue un evidente sentiero che in seguito attraversa piano di Bove, fino a pervenire ai ruderi dell'abbazia cistercense di S.Maria del Monte, del XIII sec.: daqui al lago di Passaneta. Siaggira poi sulla sinistra la cima del MONTE MESOLA, e lasciandosi a sinistra il CAMPO DELLE GINESTRE, si ritorna in direzione del rifugiodi RACOLLO, quindi al lago.

Tempo di Percorrenza: 2-3 ore Difficoltà: E Periodo Consigliato: Maggio/Giugno/Settembre Segnaletica: Nessuna Cartografia: CARTA DEI SENTIERI C.A.I. del Gran Sasso d' Italia.

IL VOLTIGNO

Pianoro carsico circondato da bellissime faggete e ambiente di grande valenza naturalistica per le importanti presenze faunistiche e vegetali. Lasciata l'automobile presso il RIFUGIO RICOTTA, sulla statale che da Castel del Monte sale a Campo Imperatore, si prosegue a piedi sulla carrareccia che poi piega sulla destra e, attraversato un rimboschimento a pino nero, si raggiunge il valico di Capo la Serra. Piegando in direzione nord si scende attraverso le faggete nel Piano del Voltigno. Si percorre la piana fino al VADO DI FOCINA e ci si inoltra di nuovo nel bosco, in direzione nord-ovest, su di un sentiero che attraversa la bellissima VALLE CATERINA: una delle faggete più integre dell'appennino. Infine si incrocia di nuovo la sterrata che ci riporta al RIFUGIO RICOTTA.                                                                              Monte Camicia (2564 m.)

Il monte camicia è l'ultima grande vetta della catena del Gran Sasso, verso Sud-Est. La sua parete nord è tra le più imponenti ed impressionanti dell'appennino. Questo itinerario permette di raggiungere la cima con un sentiero facile ma molto suggestivo. Da CASTEL DEL MONTE a FONTE CERRETO, si percorre la SS. 17 bis fino al rifugio di FONTE VETICA da dove, attraversata la pineta sulla sinistra, si segue la segnaletica giallorossa, a volte poco evidente. Si risale il VALLONE DI VRADDA, arrivando così sulla cresta da dove è possibile ammirare (con molta cautela!) la parete nord e le colline che degradano verso il mare. Da qui in pochi minuti si arriva in cima al MONTE CAMICIA. Al ritorno si percorre la cresta fino alla STELLA DI FONTE FREDDA, da dove, piegando a destra e scendendo un vallone, si ritorna al rifugio di Fonte Vetica.   Tempo di Percorrenza: 5-6 ore Difficoltà: EE Periodo Consigliato: luglio-agosto Segnaletica: giallorossa Cartografia: carta dei sentieri c.a.i. del Gran Sasso d'Italia                                                                                 Dal Castello Camponeschi al Castello di Bominaco.

Itinerario che visita una zona lontana dai grandi spazi di Campo Imperatore, a ridosso della piana di Navelli, densa di testimonianze medioevali. Dal paese di Prata D'Ansidonia in direzione di Tussio inizia una sterrata sulla destra che raggiunge il CASTELLO CAMPONESCHI, elegante borgo medioevale recentemente restaurato. Da qui si segue l'evidente segnaletica che attraversa tratti di bosco ceduo e di radura in quota, offrendo scorci panoramici sulla catena del Sirente. Il sentiero prosegue in direzione del paese di Bominaco, dove ai piedi del castello recinto si conclude l'itinerario. E' consigliabile una visita alla chiesa di S. Pellegrino e S. Maria Assunta che si raggiungono in pochi minuti. Il ritorno per lo stesso tragitto.    Tempo di Percorrenza: 5-6 ore Difficoltà: EE Periodo Consigliato: luglio-agosto Segnaletica: giallorossa Cartografia: carta dei sentieri c.a.i. del Gran Sasso d'Italia                                                                               Barisciano - Rocca Calascio - Capestrano - Navelli - Caporciano                                                                              

 Alle spalle di Barisciano, su un'altura posta a cavaliere tra la piana di Navelli e la via per Campo Imperatore, sorge il castello, o recinto fortificato, con mura difensive, torri a pianta quadrata e torrione di avvistamento a pianta pentagonale. Si sale verso la strada per Campo Imperatore e dopo aver attraversato S. Stefano di essanio si giunge a Calascio, interessante borgo montano dominato dalla possente mole della rocca di Calascio (m 1464) e dal suggestivo borgo medievale di Rocca Calascio. La splendida e dominante rocca costruita sulla viva roccia a pianta quadrata, presenta slanciati torrioni circolari agli angoli ed una grande torre quadrata al centro da dove è possibile ammirare i grandi monti dell'Abruzzo, il Gran Sasso, la Maiella, il Sirente ed il Velino. Da Calascio si discende rapidamente verso la piana di Capestrano e si giunge a Capestrano, dove nella piazza principale del paese si affaccia il castello dei Piccolomini con la  facciata quattrocentesca. L' interno presenta il cortile con il pozzo, la gradinata che conduce alla zona residenziale e l'antica torre; dal cortile si accede ad un ampio spazio triangolare, piazza d' armi, con possente cinta muraria sormontata dal cammino di ronda con merlature che guarda sulla sottostante piana. Successivamente si raggiunge Navelli con il palazzo - castellato dei Santucci, posto sulla sommità del borgo, del tardo rinascimento, a pianta quadrata con corte centrale. Ai margini della piana dei Navelli, dopo Caporciano, si incontra Bominaco, borgo medievale famoso per la presenza del complesso benedettino di S. Maria Assunta e di S. Pellegrino. Il borgo è dominato dai ruderi del castello con mura di cinta e grande torre a pianta circolare che aveva funzioni di avvistamento; il castello era inserito in un sistema di comunicazioni ottiche in rapporto con i vicini castelli dell'aquilano.                                                                       ITINERARI TRATTURALI Tratturo L'Aquila - Foggia - L'Aquila - Bazzano - Poggio Picenze - Barisciano - PELTUINUM - S. Pio delle Camere - S. Maria dei Cintorelli - Civita Retenga - Navelli - Collepietro  L'itinerario segue l'antico tratturo che collegava i pascoli estivi dal Gran Sasso al Tavoliere delle Puglie. Questo tratturo veniva percorso ciclicamente da un gran numero di pastori e greggi che, partendo dal piano di Bazzano, seguivano alcuni tratti dell'antica strada romana, la CLAUDIA NOVA, passando per Poggio Picenze, Barisciano e l'area archeologica di PELTUINUM, che conserva ancora la porta d'ingresso alla città romana e numerosi resti archeologici. Lungo la Piana di Navelli si conservano numerose chiese tratturali, tra cui S. Stefano nei pressi di Castelnuovo, l'interessante chiesa di S. Maria di Cinturelli, con annesso ricovero per viandanti nei pressi di S. Pio delle Camere. Da qui il tratturo lascia la piana di Navelli per scendere nella piana di Capestrano, passando nei pressi dell'area archeologica in cui fu rinvenuta la famosa statua del Guerriero di Capestrano, per risalire verso il valico di Forca di Penne e continuare il lungo percorso verso Foggia.                                                                       Tratturo Cinturelli - Montesecco - S. Maria di Cinturelli - Civita Retenga - Navelli - Collepietro  Nei pressi della caratteristica chiesa tratturale di S. Maria in Cinturelli, dal tratturo L'Aquila - Foggia si stacca un braccio autonomo che percorre la piana di Navelli. Questo tratturo sale verso Civita Retenga, dove incontra la chiesa tratturale della Madonna delle Grazie, bella costruzione rinascimentale ed il complesso monastico di S. Antonio.  L'itinerario costeggia Navelli, con l'interessante borgo medievale dominato dal palazzo castellato ed attraversa Collepietro, con la chiesa tratturale della Madonna del Buon Consiglio, per discendere verso Bussi e continuare verso la Maiella per un lungo percorso fino a Montesecco (Foggia).                                                                       Itinerari Religiosi  Il nostro è un territorio appartato, tra l'asperità delle montagne e l'ombra dei boschi, sul tracciato di strade millenarie che costeggiano borghi, monasteri, conventi, chiese, castelli e rocche. Risuonano ancora appena persi nel tempo i passi degli Italici, dei Sabini, dei Romani e di tutti quei popoli che dal Medioevo al Rinascimento, dall'età moderna ad oggi hanno contribuito a formare il patrimonio culturalei ed artistico di questi luoghi che non a caso a fatto loro guadagnare il riconoscimento di "Patrimonio culturale dell' Umanità". Il territorio aquilano offre così al visitatore, in un viaggio nella memoria, l'emozione di un ambiente ricco e variegato, la scoperta di gioielli artistici, l'emozione della cultura antropologica viva e ancora significante. Tutti i luoghi elencati saranno un "orizzonte" dell'intero patrimonio culturale dell'Abruzzo aquilano. Infatti, invece di suggerire un itinerario da compiere secondo una sequenza prestabilita ho preferito prospettare un "orizzonte" per omogeneità territoriale nel quale scegliere a discrezione e secondo il tempo a disposizione i luoghi di proprio interesse.

Prata d'Ansidonia:     Zona archeologica di Peltuinum, Chiesa di San Paolo, Castel Camponeschi  Fontecchio:    Borgo medievale, Fontana monumentale XIV sec.  Bominaco:    Chiesa di S. Maria Assunta XI-XIII sec., Oratorio di San Pellegrino  Rocca Calascio:     Castello, Chiesa di S. Maria della Pietà   L'Aquila:    Basilica di Collemaggio, Forte Spagnolo e Museo Nazionale d'Abruzzo, Centro storico, Basilica di San Bernardino, Fontana delle 99 Cannelle, Casa Museo Signorini Corsi, ecc.  Amiternum:    Zona archeologica, Anfiteatro e Teatro, Chiesa S. Vittorino  Bazzano:    Chiesa di S. Giusta XIII sec.  Fossa:    Santa Maria ad Cryptas XIII sec.  Ocre:    Convento, Monastero, Castello  Grotte di Stiffe:    Risorgenza carsica   S. Stefano di Sessanio:    Borgo Medievale   Capestrano:    Castello Piccolomini, Convento di San Giovanni, Chiesa di San Pietro ad Oratorium VIII sec